albero di Natale: meglio vero o finto? a suo termpo scrissi una scheda dove illustravo in poche parole del perchè l'albero di Natale sia meglio vero, avvallando ottime ragioni in merito. mi piacerebbe sapere come la pensa la gente in merito. ecco la scheda: __________________________________________________________________________________ L'albero di Natale - curiosità e mantenimento Cenni biologici Le due specie di abete più comunemente utilizzate (con una prevalenza per il primo) per fare l'albero di Natale sono l'abete rosso(Picea abies) e l'abete bianco(Abies alba); il primo, deve il suo nome al colore rossastro della corteccia negli esemplari giovani, presenta aghi a sezione quadrangolare e appuntiti, è molto comune e diffuso in tutta Italia ad altitudini fra 600 e 2100 mt, può raggiungere i 60 mt di altezza ed è una delle piante più longeve al mondo: attualmente esiste in Svezia un abete rosso di oltre 9500 anni. L'abete bianco cresce spontaneo in Italia ad altitudini fra 400 e 1900 mt, può vivere fino a 600 anni e può raggiungere facilmente i 30 mt e oltre; è una specie sciafila, cioè che può vivere all'ombra nei primi anni di vita. Il fogliame (aghi) presenta una colorazione verde-blu con aghi appiattiti e non pungenti disposti a pettine. Entrambe le specie sono conifere appartenenti all'ordine delle gimnosperme (dal greco gymnos: nudo e sperma: seme) che significa letteralmente “seme nudo”; infatti, a differenza delle angiosperme che presentano semi racchiusi in un frutto, le gimnosperme hanno semi nudi (pinoli) disposti a scaglie in un cono (o pigna). La coltivazione La coltivazione dell'albero di Natale è una coltura “povera” che si pratica in zone montane e collinari, in genere su terreni scoscesi dove non sarebbe possibile coltivare altro con conseguente degrado idrogeologico; si piantano giovani piantine di un anno nate da seme nei vivai gestiti dalle regioni o dalla guardia forestale e quindi controllate dal punto di vista produttino: nulla viene tolto alla natura. La coltivazione dura dai 4 ai 10 anni a seconda della dimensione, le piante vengono periodicamente potate per fare loro prendere la forma tipica, verso i primi di novembre (per le produzioni estere) e a metà novembre (per gli abeti Italiani) inizia la spiantatura che viene fatta velocemente sacrificando gran parte delle radici, si procede subito alla zollatura e alla legatura della chioma dopodichè le piante vengono selezionate in base all'altezza e alla qualità, a questo punto inizia la distribuzione ai punti vendita. Le regioni italiane dove si concentrano le maggiori produzioni sono la Toscana e il Veneto. Le produzioni italiane sono generalmente destinate ai vivai e ai garden center mentre la grande distribuzione importa abeti dal nord-Europa. L'acquisto acquistate nei vivai o nei garden center preferibilmente alberi in vaso, molti i vantaggi: 1) sono abeti di produzione italiana; 2) sono tutte piante controllate dal corpo forestale dello stato che ne certifica la provenienza; 3) in genere, all'arrivo delle piante con zolla, il vivaista le trapianta subito in vaso, questo permette di aumentare notevolmente le possibilità che l'abete sopravviva; 4) c'è un minore impatto ambientale in termini di inquinamento, come vedremo dopo; 5) favorirete l'economia del Paese contribuendo anche a ridurre i danni da dissesto idrogeologico. Viceversa gli abeti acquistati nelle grandi catene commerciali sono in genere di provenienza estera, sono quasi sempre venduti in zolla e vengono espiantati come minimo 15-20 giorni prima, oltretutto i camion su cui sono trasportati percorrono distanze molto più lunghe inquinando quindi molto di più; molte catene commerciali promettono la ripiantagione degli abeti che vengono restituiti al termine delle feste, niente di più falso: prima di tutto perchè gli abeti restituiti NON possono essere reimmessi in natura per impedire la mescolanza genetica con le popolazioni selvatiche, e poi perchè vengono riciclati, nella migliore delle ipotesi, come materiale da compostaggio visto che non sopravvivono. Durante le festività Gli alberi durante le feste vengono appesantiti dagli addobbi natalizi e sottoposti allo stress di temperature elevate, a terricci inadatti e aria troppo secca dovuta ai riscaldamenti domestici, in queste condizioni durante il periodo di permanenza in casa, le piante debbono essere sistemate lontano da fonti di calore e le radici devono essere mantenute costantemente umide; ci sono molti meno problemi se la pianta viene tenuta all'esterno. Dopo le feste passate le festività gli abeti vanno sistemati all'esterno, in vaso o meglio, in piena terra, in un luogo luminoso ma non al Sole diretto, avendo cura di mantenerli umidi per tutto il periodo primaverile-estivo; se la pianta non secca prima della fine di settembre, vuoldire che il vostro abete si è salvato e sopravviverà per anni. Ovviamente è molto più semplice far sopravvivere un abete di 1 mt piuttosto che un esemplare di 3 mt. E' bene anche tenere presente che l'habitat ideale deve essere ad una altitudine di almeno 300-400 mt. L'impatto ambientale: vero o finto? Un dilemma che deve tener conto di molti fattori: 1) economicamente quale costa meno? 2) quale inquina di più per essere prodotto? 3) quanta strada deve percorrere dal luogo di produzione a casa nostra ? 4) quanto costa smaltirlo? Analizziamo con ordine questi quesiti: 1) indubbiamente per i nostri portafogli costa meno quello vero anche se, il finto, dura molti anni; per il nostro paese invece, l'acquisto di quello vero (italiano) è un modo di incentivare l'agricoltura italiana che in questi ultimi anni sta andando allo sbando, oltretutto si risparmierebbero milioni di euro sul bilancio import-export perchè gli abeti finti vengono prodotti in Cina, e debbono quindi essere importati. 2) assolutamente non quello vero: solo un po' di mano d'opera per le operazioni colturali e per l'espianto. La produzione del finto invece, comporta impianti di produzione complessi, lo sfruttamento della mano d'opera, anche minorile, sottopagata dei paesi emergenti, l'utilizzo di materie plastiche derivanti dal petrolio e di metalli e lo spreco di centinaia di litri di acqua per ogni abete finto prodotto, grandi quantità di plastica carta e cartone solo per l'imballaggio. 3) è presto detto: nel caso di quelli finti, prodotti in Cina e nel sud-est asiatico, milioni di litri di carburanti consumati per muovere le navi, gli aerei, i treni e i camion che distribuiscono il prodotto in tutto il mondo. 4) l'albero di Natale vero, se muore, diventa compost e praticamente non inquina nulla, alla peggio viene bruciato nel caminetto; quello finto, di plastica, ha bisogno di centinaia d'anni per degradarsi naturalmente, oppure può essere incenerito, utilizzando combustibili fossili, e producendo gas tossici che vanno a finire nell' atmosfera e che noi respiriamo. _________________________________________________________________________ ed ecco le mie considerazioni personali Alla luce di tutto questo qual'è l'abete più ecocompatibile, quello vero o quello artificiale? Molti non colgono tutte le sfaccettature di questo complesso sistema, sento alcuni dire: -”Lo compro finto perchè cosi salvo un abete vero dalla morte”-, e io mi chiedo se si possa applicare lo stesso metodo alle bistecche , al pane e a tutti gli alimenti che ci sostentano, ai vestiti che siano di lana cotone o materie plastiche o e a tutti gli oggetti che utilizziamo nella nostra vita. Molto spesso non siamo coerenti con noi stessi, e penso che questo sia insito nel fatto di essere umani, ma daltronde credo che il bello sia proprio che ognuno di noi possa decidere cosa è o non è giusto per se stessi . l'albero vero è preso dalla natura, anche se coltivato, e restituito alla natura vivo o morto che sia. quindi, ma era chiaro, io sono per quello vero. e voi cosa ne pensate? |






