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    <title>Il mio blog</title>
    <link>http://www.floricolturanovaflora.eu/blog.html</link>
    <description>Il mio blog</description>
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      <title>albero di Natale: vero o finto?</title>
      <description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" border="0" id="tabcolumn-1" style="width: 100%; margin-bottom: 15px"&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;div id="column-1" usermodifiable="true" style="width: 100%"&gt;&lt;div id="ctrl-32084814"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;b&gt;albero di Natale: meglio vero o finto?&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084815"&gt;&lt;font size="3" color="#2e3092"&gt;a suo termpo scrissi una scheda dove illustravo in poche parole del perch&amp;#232; l'albero di Natale sia meglio vero, avvallando ottime ragioni&amp;#160; in merito.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084816"&gt;&lt;font size="3" color="#2e3092"&gt;mi piacerebbe sapere come la pensa la gente in merito.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084817"&gt;&lt;font size="3" color="#2e3092"&gt;ecco la scheda:&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084818"&gt;&lt;font size="3"&gt;__________________________________________________________________________________&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084819" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;font size="3"&gt;L'albero di Natale - curiosit&amp;#224; e mantenimento&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084820" align="center"&gt;&amp;#160;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084821" align="left"&gt;&lt;b&gt;&lt;font size="3"&gt;Cenni biologici&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084822" align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;Le due specie di abete pi&amp;#249; comunemente utilizzate (con una prevalenza per il primo) per fare l'albero di Natale sono l'abete rosso(&lt;i&gt;Picea abies&lt;/i&gt;) e l'abete bianco(&lt;i&gt;Abies alba&lt;/i&gt;); il primo, deve il suo nome al colore rossastro della corteccia negli esemplari giovani, presenta aghi a sezione quadrangolare e appuntiti, &amp;#232; molto comune e diffuso in tutta Italia ad altitudini fra 600 e 2100 mt, pu&amp;#242; raggiungere i 60 mt di altezza ed &amp;#232; una delle piante pi&amp;#249; longeve al mondo: attualmente esiste in Svezia un abete rosso di oltre 9500 anni.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084823" align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;L'abete bianco cresce spontaneo in Italia ad altitudini fra 400 e 1900 mt, pu&amp;#242; vivere fino a 600 anni e pu&amp;#242; raggiungere facilmente i 30 mt e oltre; &amp;#232; una specie sciafila, cio&amp;#232; che pu&amp;#242; vivere all'ombra nei primi anni di vita. Il fogliame (aghi) presenta una colorazione verde-blu con aghi appiattiti e non pungenti disposti a pettine.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084824" align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;i&gt;Entrambe le specie sono conifere &lt;/i&gt;appartenenti all'ordine delle &lt;i&gt;gimnosperme&lt;/i&gt; (dal greco&lt;i&gt; gymnos: &lt;/i&gt;nudo e&lt;i&gt; sperma: &lt;/i&gt;seme) che significa letteralmente “seme nudo”; infatti, a differenza delle &lt;i&gt;angiosperme &lt;/i&gt;che presentano semi racchiusi in un frutto, le&lt;i&gt; gimnosperme &lt;/i&gt;hanno semi nudi (pinoli) disposti a scaglie in un cono (o pigna).&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084825" align="left"&gt;&lt;b&gt;&lt;font size="3"&gt;La coltivazione&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084826" align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;La coltivazione dell'albero di Natale &amp;#232; una coltura “povera” che si pratica in zone montane e collinari, in genere su terreni scoscesi dove non sarebbe possibile coltivare altro con conseguente degrado idrogeologico; si piantano giovani piantine di un anno nate da seme nei vivai gestiti dalle regioni o dalla guardia forestale e quindi controllate dal punto di vista produttino: nulla viene tolto alla natura. La coltivazione dura dai 4 ai 10 anni a seconda della dimensione, le piante vengono periodicamente potate per fare loro prendere la forma tipica, verso i primi di novembre (per le produzioni estere) e a met&amp;#224; novembre (per gli abeti Italiani) inizia la spiantatura che viene fatta velocemente sacrificando gran parte delle radici, si procede subito alla zollatura e alla legatura della chioma dopodich&amp;#232; le piante vengono selezionate in base all'altezza e alla qualit&amp;#224;, a questo punto inizia la distribuzione ai punti vendita. Le regioni italiane dove si concentrano le maggiori produzioni sono la Toscana e il Veneto.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084827" align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;Le produzioni italiane sono generalmente destinate ai vivai e ai garden center mentre la grande distribuzione importa abeti dal nord-Europa.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084828" align="left"&gt;&lt;b&gt;&lt;font size="3"&gt;L'acquisto&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084829" align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;acquistate nei vivai o nei garden center preferibilmente alberi in vaso, molti i vantaggi:&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084830" align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;1) sono abeti di produzione italiana;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084831" align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;2) sono tutte piante controllate dal corpo forestale dello stato che ne certifica la provenienza;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084832" align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;3) in genere, all'arrivo delle piante con zolla, il vivaista le trapianta subito in vaso, questo permette di aumentare notevolmente le possibilit&amp;#224; che l'abete sopravviva;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084833" align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;4) c'&amp;#232; un minore impatto ambientale in termini di inquinamento, come vedremo dopo;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084834" align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;5) favorirete l'economia del Paese contribuendo anche a ridurre i danni da dissesto idrogeologico.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084835" align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;Viceversa gli abeti acquistati nelle grandi catene commerciali sono in genere di provenienza estera, sono quasi sempre venduti in zolla e vengono espiantati come minimo 15-20 giorni prima, oltretutto i camion su cui sono trasportati percorrono distanze molto pi&amp;#249; lunghe inquinando quindi molto di pi&amp;#249;; molte catene commerciali promettono la ripiantagione degli abeti che vengono restituiti al termine delle feste, niente di pi&amp;#249; falso: prima di tutto perch&amp;#232; gli abeti restituiti NON possono essere reimmessi in natura per impedire la mescolanza genetica con le popolazioni selvatiche, e poi perch&amp;#232; vengono riciclati, nella migliore delle ipotesi, come materiale da compostaggio visto che non sopravvivono.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084836" align="left"&gt;&lt;b&gt;&lt;font size="3"&gt;Durante le festivit&amp;#224;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084837"&gt;&lt;font size="3"&gt;Gli alberi durante le feste vengono appesantiti dagli addobbi natalizi e sottoposti allo stress di temperature elevate, a terricci inadatti e aria troppo secca dovuta ai riscaldamenti domestici, in queste condizioni durante il periodo di permanenza in casa, le piante debbono essere sistemate lontano da fonti di calore e le radici devono essere mantenute costantemente umide; ci sono molti meno problemi se la pianta viene tenuta all'esterno.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084838"&gt;&lt;b&gt;&lt;font size="3"&gt;Dopo le feste&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084839"&gt;&lt;font size="3"&gt;passate le festivit&amp;#224; gli abeti vanno sistemati all'esterno, in vaso o meglio, in piena terra, in un luogo luminoso ma non al Sole diretto, avendo cura di mantenerli umidi per tutto il periodo primaverile-estivo; se la pianta non secca prima della fine di settembre, vuoldire che il vostro abete si &amp;#232; salvato e sopravviver&amp;#224; per anni. Ovviamente &amp;#232; molto pi&amp;#249; semplice far sopravvivere un abete di 1 mt piuttosto che un esemplare di 3 mt. E' bene anche tenere presente che l'habitat ideale deve essere ad una altitudine di almeno 300-400 mt.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084840"&gt;&lt;b&gt;&lt;font size="3"&gt;L'impatto ambientale: vero o finto?&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084841"&gt;&lt;font size="3"&gt;Un dilemma che deve tener conto di molti fattori:&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084842"&gt;&lt;font size="3"&gt;1) economicamente quale costa meno?&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084843"&gt;&lt;font size="3"&gt;2) quale inquina di pi&amp;#249; per essere prodotto?&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084844"&gt;&lt;font size="3"&gt;3) quanta strada deve percorrere dal luogo di produzione a casa nostra ?&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084845"&gt;&lt;font size="3"&gt;4) quanto costa smaltirlo?&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084846"&gt;&lt;font size="3"&gt;Analizziamo con ordine questi quesiti:&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084847"&gt;&lt;font size="3"&gt;1) indubbiamente per i nostri portafogli costa meno quello vero anche se, il finto, dura molti anni; per il nostro paese invece, l'acquisto di quello vero (italiano) &amp;#232; un modo di incentivare l'agricoltura italiana che in questi ultimi anni sta andando allo sbando, oltretutto si risparmierebbero milioni di euro sul bilancio import-export perch&amp;#232; gli abeti finti vengono prodotti in Cina, e debbono quindi essere importati.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084848"&gt;&lt;font size="3"&gt;2) assolutamente non quello vero: solo un po' di mano d'opera per le operazioni colturali e per l'espianto. La produzione del finto invece, comporta impianti di produzione complessi, lo sfruttamento della mano d'opera, anche minorile, sottopagata dei paesi emergenti, l'utilizzo di materie plastiche derivanti dal petrolio e di metalli e lo spreco di centinaia di litri di acqua per ogni abete finto prodotto, grandi quantit&amp;#224; di plastica carta e cartone solo per l'imballaggio.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084849"&gt;&lt;font size="3"&gt;3) &amp;#232; presto detto: nel caso di quelli finti, prodotti in Cina e nel sud-est asiatico, milioni di litri di carburanti consumati per muovere le navi, gli aerei, i treni e i camion che distribuiscono il prodotto in tutto il mondo.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084850"&gt;&lt;font size="3"&gt;4) l'albero di Natale vero, se muore, diventa compost e praticamente non inquina nulla, alla peggio viene bruciato nel caminetto; quello finto, di plastica, ha bisogno di centinaia d'anni per degradarsi naturalmente, oppure pu&amp;#242; essere incenerito, utilizzando combustibili fossili, e producendo gas tossici che vanno a finire nell' atmosfera e che noi respiriamo.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084851"&gt;&lt;font size="3"&gt;_________________________________________________________________________&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084852"&gt;&amp;#160;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084853"&gt;&amp;#160;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084854"&gt;&lt;b&gt;&lt;font size="3"&gt;ed ecco le mie considerazioni personali&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084855"&gt;&lt;font size="3" color="#2e3092"&gt;Alla luce di tutto questo qual'&amp;#232; l'abete pi&amp;#249; ecocompatibile, quello vero o quello artificiale?&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084856"&gt;&lt;font size="3" color="#2e3092"&gt;Molti non colgono tutte le sfaccettature di questo complesso sistema, sento alcuni dire: -”Lo compro finto perch&amp;#232; cosi salvo un abete vero dalla morte”-, e io mi chiedo se si possa applicare lo stesso metodo alle bistecche , al pane e a tutti gli alimenti che ci sostentano, ai vestiti che siano di lana cotone o materie plastiche o e a tutti gli oggetti che utilizziamo nella nostra vita.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084857"&gt;&lt;font size="3" color="#2e3092"&gt;Molto spesso non siamo coerenti con noi stessi, e penso che questo sia insito nel fatto di essere umani, ma daltronde credo che il bello sia proprio che ognuno di noi possa decidere cosa &amp;#232; o non &amp;#232; giusto per&amp;#160;se stessi&amp;#160;.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084858"&gt;&lt;font size="3" color="#2e3092"&gt;l'albero vero &amp;#232; preso dalla natura, anche se coltivato, e restituito alla natura vivo o morto che sia.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084859"&gt;&lt;font size="3" color="#2e3092"&gt;quindi, ma era chiaro, io sono per quello vero.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084860"&gt;&lt;font size="3" color="#2e3092"&gt;e voi cosa ne pensate?&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ctrl-32084861"&gt;&amp;#160;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
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      <pubDate>12/17/2010 15:17:00</pubDate>
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